mercoledì 10 aprile 2013

Un viaggio


Ups! Non aggiorno il blog da un mese. Per i più severi: non pensiate che mi sia già stufata ne ho da dire ancora!
Oggi pubblico una delle poche cose che mi son piaciute in questi anni di università, è un esercizio che un docentino (ragazzo giovane e non di ruolo) ci ha fatto fare e che a me ovviamente mi ha gasata forte, sono stata secchiona per una volta nella mia vita alè !!  Di dato avevamo: il luogo ossia la Francia, il personaggio o vero un viaggiatore, il sogno del personaggio, fermarsi.
Ovviamente nessun docente o docentino poi me lo ha corretto, altrimenti non sarei una vera Coyote. Pazienza però leggete voi: qualcuno si riconoscerà altri saranno delusi perché lo hanno già letto e magari si aspettavano qualcosa di nuovo ma no, nulla!
Buona lettura! 
<È iniziato tutto nell’adolescenza quell’irrequietudine, la voglia di conoscere tutto e di fuggire da tutto. Le chiacchierate  con gli amici a tarda sera, le prime birre passate a sognare cosa si nascondeva dietro Annecy, il lago, il castello, già avevano perso il fascino della scoperta, ogni filo d’erba ogni pesce già erano cosa nota. La comunità cosi piccola e soffocante, obsoleta. Giusto durante la bella stagione o durante i festival cinematografici stranieri, si incontravano facce sconosciute: quanti misteri nascondevano i loro occhi, chi erano? Da dove venivano? Cosa pensavano e conoscevano? E quei film difficili da comprendere ma con scenari così attraenti e lontani, come ci si può accontentare di vederli solo su pellicola?
Ormai avevo 20 anni, avevo già corteggiato e “messo nel sacco”  tutte le ragazze più carine o solo più “allegre” del paese, non che persero del tutto la loro capacità di allietare la mia permanenza, erano sempre un buon passatempo, anche il lavoro non andava, male lavoravo in un bar con degli amici, ma in ogni caso non ero mai soddisfatto, “ la mia sete” mi dava il tormento e proprio l’ottobre di quell’anno iniziai il mio viaggio.
Prima Parigi la capitale, poi Bordeaux ma non era abbastanza. L’ Inghilterra, la Spagna e poi L’Italia che meraviglia se ripenso, alla vita in grotta a Granada, al fervore di Plaza “del Tripi” o a piazza della Vettovaglie, quanti odori, quante serate, storie e quanti amici momentanei e non.
Ma niente non sono serviti a placare il mio errare a placare me. Così pensai che l’America, piú in particolare New York mi son sembrate l’unica soluzione, ero sicuro di trovare lì quello che avevo cercato per 12anni nella vecchia Europa- magari anche una bella latinoamericana con cui condividere la tanto bramata ricerca- decisomi e salutati gli amici italiani, pensai fosse giusto tornare a casa per un po’, stare con la famiglia racimolare qualche soldo, facendo la stagione estiva e poi partire oltre oceano.
Ho sempre pensavo di poter decidere della mia vita ed invece ora ho 35anni ed  è il terzo anno che mi fermo per una nuova stagione qui ad Annecy, non ho mai attraversato l‘oceano poi, la mia sete si è estinta  la vivo al contrario: sono io ad accoglierete i viaggiatori , ora viaggio attraverso loro e mi basta.
C’è una ragazza, si chiama Annelour, non è latinoamericana, però Olivier e Annlour suona bene.>

                          http://youtu.be/Z-DVi0ugelc