mercoledì 30 gennaio 2013

La febbre



Che palle ogni tanto mi ammalo e non sono più Super Magia.  Proprio una gran rottura, dormicchi tutto il tempo, ti stanchi a fare le scale, a bere, a magiare no, ma comunque mangi cose da febbre o caramelle gommose o gelato, ti annoia tutto, non riesci a seguire un film perché domirai dal decimo minuto in poi, vale anche per puntate dei Griffin o di qualsiasi altro cartone, non puoi andare in piscina e spesso vinto dalla pigrizia sei costretto, il telecomando è caduto tra il muro le coperte ed il letto, a seguire programmi che non vorresti seguire, se poi parte il film horror sei costretto a trasferirti in un’altra camera, non vedo altre soluzioni. Il telecomando è come il compagno ferito in guerra “Non pensate a Steve, Steve è morto!”
(Porto Ferro, 2012 scattata da Chiara M.)
 Non voglio tirare un pippone sulla febbre, ho iniziato a scrivere perché seguivo un programma, dove stavano intervistando una nota e famosissima gnocca che gira in tv, argentina, sa fare tutto, ma tutto eh cari amici, ora è pure in cinta di un moccioso di 23 anni, ma a quanto diceva prima, non cito ma quasi: “Napoli e l’Argentina si assomigliano molto per questo”, credo intendesse nel non usare i contraccettivi!
Non volevo neanche scrivere questo, quello che volevo raccontarvi è che, io febbricitante, bianca/verde, occhiaie segnate, mogno e pigiama- che non metterebbe desiderio manco ai “compagni di merende”- aspettavo che il gelato si sciogliesse sul termosifone e sentivo parlare questa donna, in mini tubino nero, panza da gravida, tacchi vertiginosi sempre gran fisico, e ascoltavo distratta dall’invidia quella tipica femminile, ma anche affascinata da due belli occhioni e poi noto che in quel viso da porno/sapone le labbra sono proprio come dire voluminose ed eccessivamente simili a quelle di una sua collega,  mentre immagino la mia faccia e le mie gambe con estrema sottomissione, chiedo a mia madre-quella che a messo poco impegno nel farmi, proprio lei- Ma le labbra sono sue?? La risposta mi ha deluso parecchio, non sono le sue, la donna considerata la numero uno, la più bella di tutte -per lo meno da uno che conosco- aveva pezzi di plastica qui e lì appiccicati per bene, quindi “si sarà vista brutta”, allora capita tutti, allora è per quello che sa leggere e scrivere-ha fatto tutta una sviolinata sull’emancipazione delle gnocche a casaccio durante l’intervista- bene allora appurato oggi che, mentre mangio gelato davanti al caminetto in pigiama alle undici di sera, non avrò mai il suo fisico… sappi però  cara B…n che No TI TIMMU! (non ti temo)

mercoledì 23 gennaio 2013

“…..i love you but you‘re bringing me down”




Sono certa che capiti a tutti per le diverse cose che amiamo, ogni tanto ci trascinando nel baratro, ci schiacciano. Può essere una città, un lavoro, una relazione o tutto insieme la stessa vita tutta intera! La adori, l’hai anche scelta magari però, ecco il però che se diventa un non, it bring you down!
Molte persone vogliono lasciare la città natale qualsiasi essa sia, New York come Murtamaria http://youtu.be/GbT17flw0PA , certo alle volte ci si è costretti, in generale succede per lavoro, alcuni scelgono altri centri piccoli e non aspirano ai centri più grossi, sinceramente è una cosa che capisco poco perché io non lo farei, però forse perché Sassari a me in fondo piace, magari cercano la stessa realtà ma con gente diversa… che stronzi! Alcuni tornano dopo dieci anni di saltellamenti per l’Europa, tornano al paesello e non riescono più ad andarsene, sarà la famiglia? Oppure solo perché con l’età cambiano le esigenze!  Va be' fatti loro! Poi c’è chi passa metà dell’anno in un posto o più, poi torna nella nostra isoletta, qualcuno a lavorare. Altra cosa che non capisco- chiaramente se non è l’unico modo disperato per stare qui-  tornare per vivere le tue origini come lavoro, ritorni a casa per infilarti nel turismo a volte più scadente dei villaggi, certo la famiglia è un lavoro, i parenti tutti, ma alla fine non li odi o se lo fai li eviti non sono, una meta turistica dove devi soddisfare i bisogni di persone che non conosci, certo magari con qualcuna di queste fai amicizia mah! Non può essere il modo di vivere casa tua, altrimenti chiaramente la odierai e ti butterà giù! Insomma i casi sono tanti!
A me succede, ogni tanto la nostra bella cittadina mi schiaccia, in questo periodo non la reggo molto, m’infastidisce tutto mi danno futta (fastidio)  i sassaresi lamentosi, quelli non lamentosi, quelli che mi stanno sul culo, quelli che non mi stavano sul culo, ma che breve mi staranno, mi sto sul culo pure io che normalmente sono simpaticissima! La cosa mi destabilizza perché pensavo di aver deciso di rimanerci, non so cosa farò, non so se lo farò, ma almeno la città… Allora mi faccio una passeggiata per il centro, rido delle sassareserie come “chi tocca la puppa diventa padrino”o “ a paracqua aperta e culu triccia  triccia”, mi infilo in un bar con delle amiche o amici, sputo un po' di veleno fuori, sorseggiando vinelli, riprendo gli studi, sempre meno rispetto ai vinelli o alle birrette, organizzo un viaggio, aspetto che tutti i nomi del Primavera Sound 2013 ci vengano resi noti (Alè)  … e Sassari, piano piano tornerà a sorridermi anche questa volta! 

 Che dire: Sassari i love you though you’re bringing me down!

domenica 6 gennaio 2013

Avanti il prossimo!


Anno nuovo, vita nuova! Dicono...
Non so bene se tutto dipende dall’arrivo dell’anno nuovo, o magari è solo una coincidenza, o magari no. L’altro giorno stravolta dalle svariate nottate di festeggiamenti- una volta che si sdicembra lo si fa per bene- guardavo delle foto ho iniziato con le foto che ho in camera, di me bambina. Inutile negarlo mi mettono sempre una certa malinconia, a grandi linee mi ricordo cosa pensavo, ho raccontato qualcosa, ma realmente chi ero? Più la guardo e più mi rendo conto quanto sia lontana: è questo che vuol dire diventare grandi? Crescere? O cambiare? Dimenticarsi come si era da bambini e non saper esserlo più, dover mutare per forza, non critico i miglioramenti son convinta, siano necessari anche per non rendere la vita patetica e noiosa, complicandola ulteriormente sino all’annullarsi completamente, e poi quando arrivo alla vista delle foto dell’adolescenza penso proprio che si necessario, non solo per quegli stivali verdi, proprio per tutto!
Poi sono arrivata alle foto più attuali, 2008, 2009, cosa volevo? Un Erasmus. voler vivere sola, in un’altra città, e poi? Cosa volevo? Di cosa vivevo tutti i giorni, in quelli che non mi ricordo, e non per colpa della birra, cosa volevo fare? Niente tutto così compatto e così denso e così poco chiaro. Poi 2010, 2011 tanti ricordi belli, brutti, pessimi e purtroppo sai quello che pensavi, rivedendone alcune, pure quello che non pensavi e pure qualcosa che volevi! Infine 2012, le foto di quest’estate non sono più io, d’ottobre non sono più io o lo sono certo ma comunque diversa, giorno dopo giorno e del tutto involontariamente. L’unica dove un po’ mi riconosco e ritrovo ho un naso rosso, ma attenzione mi ci ritrovo perché c’è Oreste a fianco. Non sono più io, ma sono sempre io (alta filosofia), stessa vita stessi errori, ma cambiamenti latenti che non riesco a fagocitare e inglobare in Annamagia, forse non li voglio, bah quanta poca chiarezza. L’unica cosa che volevo dire è che i buoni propositi e i cambiamenti che si fanno sotto la fine dell’anno sono un fesseria, proprio come la Befana, che a casa mia non è passata stronza, cambiate se VOLETE cambiare, tutti i giorni e tutti i minuti ma forse senza imposizioni almeno che non siate infelici! Mi sento anche un po’ Fabio Volo, brrrr nel caso sarebbe giusto e doveroso cambiare!



( Berchidda,  2011 scattata da Roberta C.)

                                                                   http://youtu.be/q-G1Nltx
                                                               http://youtu.be/8AQl4f7zW8U