Tè con miele d’Alà
dei sardi, torta fatta in casa e gatto ciccione roscio invasato per aver
mangiato tonno arrosto! Come si può stare lontani da tutto questo?
C’ero, ma non c’ero, poi c’ero, ma ero in viaggio. Non
scrivo da secoli credo di essermi dimenticata anche come si fa, speriamo di no
che già prima…
Dicevo ero in viaggio qualche giorno, il luogo Barcellona,
il motivo, il Primavera Sound- festival musicale a cui vado da cinque anni-
anche quest’ anno esperienza rigenerante, faticosissima se si è “vivaci” ma comunque tutta quella musica ti ricarica
alla grande.
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| (Serra Secca, tutti gli anni) |
Dal terzo giorno in poi mi sono ricordata tutti gli
svantaggi: la poca pulizia, non sono una schizzinosa, anzi, normalmente sono
appellata "Pankarrogna", l'unica cosa che faccio è odorare tutto
però. Sono tornata con la gastroenterite, infatti, per fortuna arrivata una
volta a casa. Ancora “i maiali bipedi” per la città, ci sono ovunque, in
campagna in città di qualsiasi razza ed etnia, ma a me è sempre sembrato il
secondo sport della città rompere le balle alle povere signorine, il primo
sport è rovistare nell’immondizia a casaccio anche se non se ne ha bisogno
realmente!
Quello che ancor piú mi ha fatto cambiare idea- attenzione,
che potrebbe risuccedere è una città dove mi sento abbastanza a casa- è il disagio
palpabile della società, mi spiego meglio gli effetti che la società ha
prodotto negli ultimi 15 anni. Credo, ma ne sono quasi sicura che Barca, negli
anni del boom dell’eroina si presentasse anche peggio di così, ma a me da
fastidio vedere i giovani miei coetanei, se non più piccoli, accarezzare e
parlare con le mattonelle, sudici, buttati nella stessa piazza da mattina a
sera (come me ne darebbe e me ne da, vederne altri senza lavoro o lo stesso al
bar tutto il giorno, a bere o a giocare alle macchinette), a vivere una vita piú dura del necessario come se già non lo fosse, mangiare negli
angoli i rifiuti degli altri con facce da bambini ed occhi tanto vuoti quanto
appesantiti da giorni e giorni, notti e notti, additivi su additivi. Come si
può permettere questo? Perché? È così difficile l’esistenza, che ancora non noi
riusciamo con tutti i confort medi e non, necessari e non, spesso non a vivere
sereni? Forse non voglio vivere e
rivivere ogni giorno queste cose, voglio dissociarmi dalla società del mio
tempo. Sì, forse è fuggire, è una cosa che faccio, ma questa volta più che mai
“voglio andare a coltivare pomodori in campagna” -così dicevamo-voglio stare
qui a casa mia: con le bietole, le fragole, le patate, le ciliegie le cipolle,
le galline, Oreste- già voglio pure voi bipedi, ma non quelli maiali- la terra, il mare casa!

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